Vanishing Point

Point de fuite (1984) – Raúl Ruiz / Portogallo

Ingiustamente considerata tra le opere minori di Raúl Ruiz, ‘Vanishing Point’ vanta al contrario un’analisi tutt’altro che irrilevante sulle potenzialità dell’impronta minimalista all’interno del soggetto cinematografico. Oltre a ciò, questo esperimento tenta di far convivere con quanto appena detto uno stampo surrealista-fantasy tipico dell’operato dell’autore. Il risultato è un film che osa più di quanto non appaia, pretendendo in cambio uno sguardo capace di cogliere le sfumature del gioco in atto; un pericoloso virtuosismo che, tra detto e non detto, in un caotico riproporsi di eventi, guarda ben oltre le apparenze.

vanishing_point1

Filmato a largo dell’arcipelago portoghese di Madeira, il film si perde in una spirale temporale senza delineare uno svolgimento preciso. Un uomo, in ritiro su di un’isola imprecisata, gioca a carte, scrive e conversa con personaggi singolari intrattenendo discussioni paradossali, illogiche. Allo stesso modo pare volersi svelare il film, un susseguirsi di avvenimenti sconclusionati e addirittura quasi slegati l’uno dall’altro. Un arrivo, poi una partenza, altre discussioni, strani incubi, omicidi fittizi. Ruiz continua la sua ricerca stilistica insistendo su cifre e canoni come la noia, l’illusione, quel senso di vago che contribuisce a rendere il presente inconsistente, quasi evanescente, rimarcando così la pressoché irrilevanza delle azioni. La sua è una non-narrazione, nulla di per sé viene proposto, non vengono posti dilemmi né scogli, tutto pare risolversi in una scialba mancanza di significato.

Vi è poi la dimensione spaziale di un’isola, un luogo, una struttura che nuovamente (allo stesso modo del concetto di narrazione) nega se stessa. Come ne ‘L’anno scorso a Marienbad’ Resnais e Duras provavano ad annullare o rendere vano ogni riferimento spazio-temporale, allo stesso modo RR costruisce una gabbia all’interno della quale intrappola i suoi personaggi. Pare in questo senso che l’assenza di riferimenti coincida con l’assenza di logica, nulla infatti di quanto osserviamo o ascoltiamo è razionale, i dialoghi non solo non aiutano lo spettatore a farsi un’idea dell’accaduto, ma contribuiscono notevolmente a disorientarlo. L’inconsistenza che ne deriva si capisce però – soprattutto in ultimo – essere frutto di una riflessione estremamente sofferta, l’autore non mira a confondere intrappolando l’osservatore in ragnatele di eco lynchiano, piuttosto sembra volerlo convincere della ragionevolezza delle proprie conclusioni.

Tali risultano essere a pensarci bene, tanto più che non mancano le riflessioni che permettono di giustificare ciò. I frequenti dialoghi si rivelano, questo soprattutto sul finale, ponderate valutazioni dei concetti chiave nella filosofia novecentesca – del resto, RR aveva ben dimostrato di esserne capace e il dilemma antropologico al centro del precedente ‘On top of the whale’ ne è esempio lampante. Si ricerca, allora, nell’assenza di un senso che spieghi e determini le azioni, il loro concatenarsi l’una all’altra, il motivo, la causa per trattare del disagio, della disillusione e in fin dei conti dell’apatia che muovono e condizionano i protagonisti della pellicola. Verso il termine, due individui siedono ad un tavolo discorrendo sul destino e sulla propria appartenenza ad esso, sull’autodeterminazione e sul significato di vittoria e sconfitta. Non vengono sollevati o intavolati importanti dibattiti, non è questo che l’autore cerca di cogliere, piuttosto si sottolinea come questioni tanto importanti cozzino irrimediabilmente con il fondamentale, insostenibile disinteresse a relazionarsi ad esse. Qualcosa di interessante, un problema cui Ruiz non dà soluzione, tanto meno lo spettatore pare preoccuparsene, troppo inquieto, imbrogliato nel criptico labirinto che è l’opera in causa.

vanishing_point2

Voto: ★★★/★★★★★

Questa voce è stata pubblicata in Art film e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...