Diary

Diary (1983) – David Perlov / Israele

Parlando di documentari, si potrebbe definire un’opera come selezione più o meno manipolata di materiale girato nella realtà. Non sempre infatti in tale ambito importa la costruzione, l’impostazione dell’inquadratura o meglio, la sua esatta idea: piuttosto, come in questo caso, conta la proposta di uno scenario ben preciso ma non altrettanto ben impostato, ‘preparato’ se vogliamo, ricostruito. Perlov infatti si premura di raccontare dieci anni di vissuto, di guerre, di amicizie in maniera indubbiamente lineare per quanto poco organizzata, non più frutto di uno schema definito (come per la ‘Shoah’ di Lanzmann il cui processo lui stesso racconta e riprende parzialmente) bensì brain storming da parte di un regista che narra il passaggio tra anni settanta e ottanta di diverse realtà, le sue. Da Tel Aviv a Londra, da Parigi a San Paolo, l’autore ritorna sulle tappe fondamentali della sua vita, dalla città natale al paese che più sente suo fino ai luoghi della memoria, a lui più cari, il tutto da punti di vista via via diversi. Il David Perlov padre, cineasta, marito ma anche israeliano, brasiliano, succube di un paese profondamente travagliato, teatro di conflitti spaventosi.

In sei capitoli vengono mostrati i tratti di un uomo semplice, ma ciò che risalta è l’occhio che pone sui soggetti, sugli scenari. Mai visto in volto da parte dello spettatore, il regista sceglie spesso di focalizzarsi su scene di fin troppo ordinaria natura, fugaci momenti profondamente eterogenei tra loro, non collegati l’uno all’altro da un comune denominatore eccezion fatta, se vogliamo, per la necessità di essere raccontati: ciò che conta è scoprire le dinamiche di un occhio di fronte ai diversi scenari (urbano, naturale, di vita collettiva ecc) e quelle di un autore rapportato alla propria cinepresa. Pare infatti un rapporto estremamente rilevante quest’ultimo, quasi tangibile. Una danza, uno scoprirsi a vicenda cercando nel partner affinità e punti di contatto; provando ad interpretare la realtà ma soprattutto provando a comprendersi a vicenda. Riflettendo sulle possibilità della mdp in un movimento diagonale piuttosto che in un primo piano o in una carrellata, DP chiarisce un punto cruciale che è fondamentalmente la volontà di rapportarsi in maniera spontanea alla materia designata (titolo e corpo dell’opera rappresentano del resto un ulteriore rimando a tale concetto), tralasciando una professionalità non richiesta, ancor meno necessaria (Perlov è consapevole di non padroneggiare adeguatamente i trucchi nonché i fondamenti dell’arte registica).

Nell’essenziale genuinità dell’approccio, l’autore conta di ravvisare, di mettere in risalto, la sincerità e la naturalezza dovute sia a quelle che sono le sue esperienze di vita sia a tutti quei fenomeni che accompagnano e in un certo senso fanno da cornice ad un quadro come può essere quello bellico (raccontato in particolare nella prima parte dell’opera). È un po’ il concetto di diario, ovvero riportare, in questo caso su pellicola, quelli che sono frammenti di vissuto, più o meno salienti ma senza dubbio significativi. All’interno poi del quadro proposto vengono ad inserirsi le più svariate impressioni, testimonianze, avvenimenti storici e persino personalità del Cinema europeo, come l’attore Klaus Kinski o il cineasta francese Joris Ivens. Si può allora convenire che l’idea di Perlov sia estremamente interessante, soprattutto nel porre così tanti punti di vista in un medesimo progetto senza per questo far si che contrastino tra loro: un film in questo senso che rinnova il linguaggio documentaristico facendo luce su scenari  poco approfonditi, geograficamente parlando.

Voto: ★★★★/★★★★★

Questa voce è stata pubblicata in Direct Cinema e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...