A Spell to Ward Off the Darkness

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A Spell to Ward Off the Darkness (2013) – Ben Rivers, Ben Russell / Estonia

Incantesimo, ovvero la metamorfosi di un rituale, il sopravvento della corporalità su ciò che al contrario è proprio dell’astrazione, un Cinema fisico che manifesti concretamente, attivamente, un linguaggio perfetto, in sintonia con ogni percezione, ideologia o stimolo, una rivoluzione stilistica che culmini nella rivolta, nella mancanza di un vero e proprio responso o concetto catalizzante. Si parla dunque di diairesi incompleta, ricerca che è oggetto stesso di ricerca proprio nella sua strutturazione, nient’altro che la proposta di un quesito che riesca a discernere le proprietà del vissuto umano ed in particolare delle fasi legate maggiormente allo spiritualismo e alla meditazione: all’esperienza come catarsi o, in alternativa, come atto di non convenzionale corrispondenza tra oscuro e interpretabile, univoco e appunto diairetico, indiscernibile, occulto. Il viaggio intrapreso, sorta di flusso percettivo-stimolante in continua attività, può essere allora definito come eterotopico, non lineare o consequenziale, sovversivo nel significato più stretto del termine, una (non) concatenazione di stadi di matrice mistica, tre fasi che andremo ad analizzare singolarmente la cui geometria va intesa solo e soltanto come quella di un triangolo equilatero, senza origine e termine alcuno se non all’interno della fase stessa.

  • In una comunità di quindici persone si parla del più e del meno, si trascorre la giornata con superficialità, talvolta le discussioni ricadono su questioni relative alle dinamiche del gruppo. Un uomo che si era intravisto brevemente suonare la chitarra si addentra ora nel bosco. Le riprese si concentrano sul fenomeno dell’abitudine, trapassano gli eventi abolendo intervalli spazio-temporali, rimuovendo meccanicità ai movimenti. I soggetti divengono quindi oggetti di indagine sociologica, si ricerca l’immedesimazione nel luogo a rispetto dello stesso, da qui l’importanza di operare con uno stile puramente documentaristico per riprendere episodi consuetudinari, scene di vita ordinaria che si palesano in un piano sincronico senza alcuna attesa o enfatizzazione del momento. L’interazione tra i singoli solleva quesiti sull’ontologia dell’individuo come membro di una collettività, dunque l’impossibilità di definirsi – di raggiungere una propria libertà – è insita al bisogno stesso di essere liberi che, essendo a sua volta originato da un sentimento istintivo, persiste anche nel fallimento (nasce l’urgenza di isolarsi, per quanto già in una comunità isolata), in questo senso si svela la prima utopia.
  • Transizione simbolica tra due sezioni, l’artista Lichens qui si svuota del suo essere umano traghettando lo spettatore come un eremita e il suo cammino i suoi studi e le sue meditazioni; atemporali, anarchici nel loro porsi. Da qui il bisogno di stemperarsi, denaturarsi immergendosi in quella natura che precede, esperire dunque la stessa proprio in virtù di quel principio regolatore che fa del viaggio in questione un sinonimo di ascesi, recupero di un equilibrio superiore attraverso la negazione di ciò che fino ad allora è stato e che, in quanto vanesio, va oltrepassato, arso nelle fiamme per poter ricominciare (o forse solamente proseguire, perseguire detto fine).
  • Con il concerto black metal si schiude definitivamente il buio di cui accenna il titolo. L’utopia di una trascendentalità rincorre il vuoto del presente, sennonché tale ricerca non si risolve nell’atto e nel suo esser culmine di un processo apparentemente stravolto (dalla quieta ricerca nel pieno della natura neozelandese ad un cosiddetto basement club) ma bensì nel semplice gesto, nell’estremo imporsi e delirare dello stesso. Non si insegue allora una qualsivoglia razionalità come risposta all’evento perchè esso non si risolve più nell’ambito di una logica specifica quanto semmai nel porsi di determinati dualismi e, soprattutto, nel momento stesso e nella sua monovalenza, nella sua implosione. Implosione che permette in questo caso di parlare di realtà intrinseca, di acquisire coscienza di un fenomeno: un gruppo di artisti metal che, truccati e bardati, si esibiscono sul palco di un club notturno bramendo strepiti mostruosi quasi fossero impossessati.

Voto: ★★★★★/★★★★★

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