Les Eaux Dormantes

Les eaux dormantes (2016) – Emmanuel Piton / Francia

“Allora verrà l’esaltazione, la marea, il boato, la rivolta. Fagociterà tutto al suo passaggio. A tutti coloro che muoiono la testa contro il muro”

Aspettando Godot in quel luogo eterno che si definisce tale proprio in quanto estraneo a noi, infinitamente tale, sospeso in quell’attimo dove la vita cede il passo al perpetuo dolore. Lì, in quel limbo sconsacrato, in quel paesaggio lunare avvolto da un pallido, fosco grigiore, le tenebre di Piton diventano simbolicamente, inaspettatamente umane, a noi insieme affini ed estranee, come la morte. Presiede, esiste, ma non ora, forse dopo. Ciò che manca qui è l’acqua, la fonte prima di sostentamento, di sopravvivenza. Gli alberi un tempo fieri e troneggianti urlano, implorano. I torrenti scompaiono persi nei propri letti. Dimore di antichi abitanti stentano nel deserto più totale. In esso si specchia un uomo, un fantasma, un verme contorto in inutili (forse gli ultimi) spasmi strazianti. È acuto il dolore che ci dimena, sempre più a fondo ci scuotono gli echi dei nostri morti, quelli sottomessi dal potere, alzando le barricate, il frastuono dei manganelli e il luccichio degli elmetti ad opporglisi. Ma il termine è sempre lo stesso, la testa contro il muro, i corpi avvolti dalle fiamme, un ideale di libertà infranto, sedato nel sangue (scorrono i nomi di alcuni dei troppi morti per la causa rivoluzionaria, e con essi le loro storie: Mohamed Bouazizi, Justin Zongo, Juan Josè Cabral, Anna Walentynowycz). In diciassette minuti, ‘Les eaux dormantes’ spalanca un abisso sotto i nostri piedi. Non è nemmeno più l’immagine a dettare le circostanze, né tanto meno chi la trascende, siamo noi a dettarle per mezzo suo: e questo perché si parla fondamentalmente di un inno alla morte, a quella morte infame che però ci spetta e ci è spettata. Un oltre-luogo, un altrove, il calvario necessario e definitivo, la fine.

Questa voce è stata pubblicata in Avant-garde e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...