L’arte del sogno

La Science des rêves (2006) – Michel Gondry / Francia

Se in precedenza non era bastato lasciarsi trasportare dal sentimento, se abbandonarsi ad un’utopia dove tempo, spazio ed emozione divenivano pura e incontrollabile astrazione, non era sufficiente a comprendere la grande forza del Cinema di Gondry, con questo suo successivo lavoro il tutto diverrà assolutamente, visivamente estasiante. Due anni dopo il grande successo del suo ‘Se mi lasci ti cancello’ torna il visionario autore francese con una commedia fantastica sull’amore ma soprattutto sul legame tra realtà e immaginazione, su come riuscire ad affrontare se stessi e il mondo che ci circonda. E anche qui poco c’entra la logica; ogni film di Gondry è al tempo stesso struggente e poetico, variopinto e schizofrenico, gaio e visionario, insomma, l’ebrezza visiva dalla quale non si esce se non dopo l’ultimo fotogramma.

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Lui è Stéphane, ragazzo singolare, creativo ma ossessionato dai sogni al punto da non riuscire a distinguerli dalla realtà. Lei è Stéphanie, la sua vicina. Rimanendo fulminato da quest’ultima il giovane tenta in tutti i modi di conquistarne il suo amore, ma il proprio incipiente disturbo mentale causato dai sempre più frequenti “viaggi” d’immaginazione, causa il fastidio e il rifiuto di Stéphanie. A questo punto non rimane che partire, rinunciando alla sconfinata noia della realtà in favore di un universo, quello fantastico, dove tutto è possibile…

Se tra gli innumerevoli esistenti, si dovesse dare un nome, un volto o una sembianza allo stilema dell’onirico cinematografico moderno, Michel Gondry ne sarebbe l’incarnazione vera e propria. A prescindere da ogni sua concreta ed emblematica valenza, quello del regista francese è un approccio al Cinema che valuta ad ogni secondo la possibilità di un invisibile, imperscrutabile nesso tra realtà e immaginazione, costruendo trame fantastiche e geniali proprio con lo scopo di annettere al normale concetto di possibile, tutto ciò che al contrario potrebbe non esserlo e che, in una sua immaginaria rappresentazione, svela con arguzia impensabili conseguenze. Non è dunque semplice districarsi dal fitto reticolato di immagini, idee e sensazioni tra le quali noi spettatori ci troviamo repentinamente impigliati, e questo proprio per il semplice fatto che la realtà stessa nell’universo in corso, viene assoggettata alle leggi di un mondo fittizio, in bilico tra astruso e possibile.

Si diviene così succubi inconsapevoli di un’incerta e confusionaria spirale di stranezze, che rappresentano nient’altro che la mente del protagonista, in incipiente, sensato disfacimento, correlata a logiche oscure che nascondono però un significato solamente attraverso un’analisi più generalizzante, uno sguardo comprensibile dall’esterno. Perché l’intelligenza delle opere di Gondry risiede proprio nel cercare un varco e una logica nell’infinità dei pensieri che, nel bene o nel male, formano e caratterizzano l’individuo, senza però azionare reazioni prevedibili e conformi al contesto, ma sciogliendo il messaggio ricercato proprio nell’apparente caos creato. La mente di Stéphane in questo caso è la perfetta trasposizione del concetto appena esposto, soggetta a reazioni chiave nella logica dell’autore, ma non in quella propriamente detta, non agli occhi di una persona qualunque. L’ennesimo ravvisabile sentore di un’ideologia, quella di Gondry, votata alla comprensione dell’uomo nelle sue sfaccettature, e non alla risoluzione dei problemi da quest’ultimo causati.

Ciò che rimane certo, al di là di ogni parere personale, è la forza di un Cinema che non teme il confronto trasversale con la realtà e l’appropriamento illecito di canoni, quelli onirici e surreali, usati solitamente per ben altri scopi. Una commedia divertente questa, che nel complesso si conferma un esperimento intelligente, riuscito ma soprattutto originale, seppur modesto e non privo di eccessive eccedenze di sterilità  e disinteresse a livello puramente narrativo. Un film dunque soddisfacente che segue abilmente le impronte dei lavori precedenti.

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Voto: ★★★/★★★★★

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