When a Woman Ascends the Stairs

Onna ga kaidan wo agaru toki (1960) – Mikio Naruse / Giappone

Dopo una lunga filmografia alle spalle e oltre ottanta lungometraggi girati (molti dei quali andati perduti), è solo negli anni sessanta che l’approccio di uno dei padri dello shōshimin-eiga si fa aspro e pessimista, molto più attento e sensibile all’uomo del suo tempo e ai suoi reali problemi. La corrente, tra i cui fondatori spiccano Yasujiro Ozu, Shiro Toyoda e Heinosuke Gosho, si propone, come infatti suggerisce il nome (traducibile grossomodo come “film sulla classe medio-bassa”) di trattare il mondo della classe lavoratrice analizzandone l’ambiente circostante, le abitudini e i grandi drammi di fondo. Solo grazie a queste premesse si possono comprendere e contestualizzare al meglio le opere dell’autore nipponico; partendo cioè dall’idea di un’attitudine verso il Cinema estremamente realista e socialmente impegnata.

when a woman ascends the stairs1

Mama lavora ad un locale per l’intrattenimento dei clienti agiati, ma sogna di aprirne uno suo. L’ambiente circostante è critico, le persone lottano per la sopravvivenza o per assicurarsi un futura spensierato. Tra gli amori illusori e perduti, le speranze personali, le difficoltà lavorative e di salute e il sostentamento della propria famiglia, Keiko dovrà scegliere ma anche rimanere a galla per non farsi sopraffare da un ambiente spietato e opportunista, dove solo una fiduciosa perseveranza può assicurare un domani.

Aspro e pessimista. Così dicevamo che si può definire il Cinema di Mikio Naruse con l’avvento degli anni sessanta e con l’evidente maturità di un periodo che suscitava nuove idee, nuovi spunti e nuove tematiche in tutti i grandi autori di quel tempo. Questo suo ‘When a woman ascends the stairs’ può così – a tutti gli effetti – essere ritenuto come un film pienamente addentro a quei meccanismi già illustrati; interamente coscio dell’esigenza di trattare e di provare a concretizzare una situazione e un malessere sociale che l’incipiente industrializzazione e la progressiva espansione demografica stavano rapidamente scatenando. Naruse sotto questo punto di vista lavora ineccepibilmente nel tentativo di delineare tutto ciò, ritenendo anzi quasi più tematicamente consistenti tali considerazioni rispetto ad altre fino ad allora prese maggiormente in considerazione come l’intreccio amoroso e la cattiveria dell’uomo (comunque presenti e con la loro importanza all’interno dell’opera), vedi ad esempio i seppur enormi e imprescindibili lavori del connazionale Mizoguchi.

Non si risparmia l’interesse verso una dimensione spiccatamente femminista, dove la protagonista non rappresenta più solo l’incarnazione di quanto detto, bensì la figura di una donna combattiva, fiera, orgogliosa, indipendente da un mondo maschilista e scettico. Un mondo dove ogni progetto personale naufraga affidato alla magnanimità di pochi, avidi approfittatori, e dove la ricchezza rimane in mano ad un’élite scelta e ristretta. Insomma, l’universo di Naruse è un universo a 360 gradi, una rappresentazione cruda, completa e soddisfacente di un mondo fin troppo realista e immorale. Certo la morale c’è, cozza forse eccessivamente col resto del film e lascia spiragli positivi: il Cinema del regista in causa può dunque in definitiva essere riassunto tanto da una parte come perfezionista e impegnato quanto dall’altra come strutturalmente superficiale.

when a woman ascends the stairs2

Voto: ★★★/★★★★★

Questa voce è stata pubblicata in Art film e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...