Spring Breakers

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Spring Breakers (2012) – Harmony Korine / USA

A quindici anni dall’uscita del suo primo lavoro e successo internazionale “Gummo”, il tanto discusso regista statunitense torna con un’opera che ancora una volta fa breccia su critica e pubblico e divide entrambi, forse perdendo parte di appoggio in suo favore. Eppure questo “Spring Breakers” è molto meno azzardato di quanto sembri, meno ambizioso e meno provocatorio di altri suoi lavori e probabilmente è proprio per questo che nel complesso risulta riuscito ed, almeno in parte, pregevole.

Quattro giovani studentesse, stanche della vita di scuola, decidono di sfruttare la settimana di vacanza primaverile(spring break) per recarsi in Florida ed evadere completamente dal mondo del college. La mancanza di fondi si presenta da subito come ostacolo ma ben presto le quattro, spinte dalla propria risolutezza, sistemeranno la questione rapinando un fast-food e riuscendo così ad arrivare al luogo predestinato; da qui, entreranno in un vero e proprio circolo vizioso di droga, alcool e quant’altro spingendosi oltre l’inverosimile. Nemmeno l’arresto della polizia fermerà loro, o almeno non tutte, una delle ragazze infatti, spaventata dalle circostanze, lascerà il posto, e così farà un’altra dopo aver subìto lo sparo di un gangster, ma nonostante ciò le altre due proseguiranno il proprio viaggio di trasgressione, lasciandosi andare nella conoscenza di un malvivente conosciuto sul posto, lo stesso che contribuirà una volta per tutte a renderle parte del mondo criminale.

Spring Breakers racconta storie di adolescenti alle prese con feste, balli e contravvenzioni, e certo questo è poco confutabile, tuttavia ciò non limita affatto il risultato finale, al contrario di come si potrebbe pensare: come sempre infatti nel Cinema conta più il modo in cui un lavoro viene presentato piuttosto di ciò che questo implica, pertanto ha valore il dimostrare e non semplicemente il mostrare. E qui ne abbiamo la riprova concreta. L’opera di Korine chiama in causa un determinato globo sociale in tutte le sue sfaccettature più scomode e spiacevoli, sebbene di certo non oscure, ma lo fa con un occhio che non condanna nè tanto meno da approvazione. La visione dell’autore è lodevole proprio per questo, per il suo evitare plausi da una parte e per l’astenersi da banali moralismi dall’altra. Ed in generale dalla visione si percepisce proprio questo, un voler solamente dare forma a quell’istinto adolescenziale di violazione delle regole che nulla ha di inverosimile, e che anzi esiste effettivamente, e viene qui perfettamente ricreato nelle sue diverse sfumature psicologiche; si spiega quindi anche la delineazione delle varie personalità dei personaggi, dal più maturo al più ottuso, figure che risultano rivestite di una sufficiente vena significativa e ben ponderate nella propria carica di credibilità.

Le sequenze in effetti più frivole e disimpegnate delle quali il film è(per forza di cose) tempestato, vengono manifestate con un’aurea di estraneità ed indifferenza che oltre ad essere del tutto lodevole, contribuisce a distogliere lo spettatore da una qualsiasi sorta di coinvolgimento emotivo dato da ciò che vede, e questa sensazione è senza dubbio conseguenza di un ottimo utilizzo del montaggio sempre attento a non dare troppo spazio ad una determinata situazione.

Ma se tutti questi aspetti danno riprova di un lavoro ben gestito e studiato, paradossalmente è il soggetto stesso a porsi come limite di apprezzamento. La narrazione infatti è sì resa al meglio, ma d’altro canto non sostiene nemmeno alcun discorso di rilevanza dal punto di vista significativo; si tratta di un film da valutare semplicemente per quello che è, ossia un buon quadro della voglia di contravvenire alle regole propria della fascia d’età qui esibita. Spring Breakers non va oltre ma d’altronde non si pone nemmeno obiettivi tanto pretenziosi ed elevati, per questo in definitiva si rivela sufficiente: anche questa volta si confermano le buone doti di Korine sia a livello direttivo che sceneggiativo, in questo lavoro che probabilmente non spicca nella sua filmografia, ma che non gli fa nemmeno disonore.

Voto: ★★★/★★★★★

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