Carlito’s Way

Carlito’s way (1993) – Brian De Palma / USA

Famosissimo spacciatore, tale Carlito Brigante, riesce ad uscire di prigione dopo soli cinque anni grazie ad un escamotage del suo avvocato e amico Kleinfeld. Si reinserisce nel suo vecchio ambiente, oramai profondamente cambiato, deciso a rigare dritto e ad andare avanti con quella vita quel tanto che basta per guadagnare una cifra sufficiente a scappare via con la sua fidanzata. Se non fosse che Kleinfeld stesso, insieme al suo ormai mutato e buonista carattere, finiscono per coinvolgerlo in una corsa per la salvezza con unica tappa la morte.

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Un prodotto questo che riesce ad orchestrare in maniera perlomeno sufficientemente innovativa, e con un briciolo di inventiva personale, una storia intensa e godibile, orchestrata da uno dei registi più acclamati degli anni ottanta con astuzia e con la consapevolezza di vantare tra le file uno dei massimi talenti recitativi in assoluto. Con una sceneggiatura piuttosto semplice e una capacità registica davvero banale De Palma fa del suo meglio per rendere il tutto geniale e “nuovo”, e ne dà prova fin dalla primissima inquadratura, tramite la scelta di impostare l’intero film su un flashback svelandone già il finale. Egli dimostra così di non voler cercare di attrarre il suo pubblico per la storia in quanto tale quanto per la sua messa in scena e realizzazione, puntando al massimo di originalità a lui concesso e rendendo ciò il suo principale punto di forza. Per il resto gran parte del film è incentrata sull’approfondimento e sull’immedesimazione della/nella figura del protagonista Carlito, facendo osservare l’intero svolgersi degli eventi dal suo punto di vista in modo tale da permettere una maggiore empatia nei momenti clou dell’opera, specie nella conclusione. L’andatura è chiaramente veloce e scorrevole, si susseguono una moltitudine di scene d’azione, colpi di scena e sequenze thriller tanto di genere e in linea col resto dell’opera quanto di fatto proprio per questo banali e insulse.

Detto ciò risulta evidente che ‘Carlito’s way’ sia un film di Brian De Palma: un prodotto per il pubblico, creato per incassare e per divertire le menti limitate insomma, il solito insulto statunitense all’intelligenza umana. Non tanto per la sua realizzazione quanto per una vera e propria ideologia di base profondamente malata, irrispettosa e purtroppo giustamente convinta che il popolo si abbassi ad accettare simili affronti. Un’opera troppo limitata, inutile e basata su scopi unicamente economici: un film che pur nel suo livello di sufficienza tratta i suoi spettatori come pecore noncurante di ciò che realmente esprime a livello contenutistico, ovvero assolutamente nulla se non un mondo già visto ritratto in maniera ipocrita dall’alto al basso.

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Voto: ★★★/★★★★★

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