Orfeo

dtkmsra

Orphée (1950) – Jean Cocteau / Francia

Che il regista di opere visionarie surrealiste come “Il sangue di un poeta” (ispirate per gran parte dal Bunuel di “Un chien andalou”) fosse un talento visionario, capace di divertire ma anche di stupire continuamente per la grande suggestività delle sue immagini questo lo si era già intuito. Qui però viene mostrato un mondo completamente fuori dagli schemi, al di là di ogni concezione, dove ritornano si tutti gli elementi cari all’autore come l’amore impossibile e la magia, ma dove in aggiunta a ciò vediamo anche uno straordinario gioco di specchi e un’interpretazione della realtà del tutto originali.

Cocteau riprende qui il celebre mito di Orfeo ed Euridice, reinterpretandolo, coma ammette ad inizio film, in chiave moderna e a suo piacimento, adeguandolo quindi alla sua creatività autoriale: Orfeo è un poeta sposato con la bella Euridice. L’arrivo nelle loro vite della morte, impersonata da una bella principessa, e del suo autista, sovvertirà completamente gli equilibri. La principessa, segretamente innamorata di Orfeo, uccide Euridice portandola nel suo regno, così il protagonista si addentra negli inferi per salvarla. Nel frattempo la principessa ed Orfeo comprendono il loro amore reciproco, ma ai due sposi viene data un’altra occasione per vivere felici, a patto che Orfeo non guardi mai Euridice, occasione che sfuma.  Egli tenta di riunirsi con la morte morendo ma questa torna indietro nel tempo azzerando ogni avvenimento e rimanendo così tristemente sola ed imprigionata nell’aldilà.

Una storia sicuramente e volutamente intricata e complessa la suddetta, che manifesta nuovamente il grande genio fantasioso di Cocteau. Egli qui sovverte completamente il celebre mito costruendosi una propria parabola astratta, dove notiamo pienamente tutti gli elementi cari allo stesso. Conferendo una carica astratta al racconto egli riesce a muoversi all’interno di esso colpendo l’attenzione e stimolandolo per la quantità di trovate surreali che riesce ad inventarsi. Superficiale sicuramente questa come tutte le opere dell’autore francese, ciò è innegabile, ma c’è da considerare altri fattori che contribuiscono a rendere importante l’attività di Cocteau. Il suo è infatti un cinema letteralmente basato sull’arte di sovvertire la realtà adattandola vuoi ai sogni o vuoi ai miti o le fiabe, permettendo quindi di modellare la stessa realtà ma non in base ai concetti della razionalità, bensì seguendo quella logica irrazionale che, come in un sogno, suggerisce immediatamente l’assurdità dello svolgimento in corso, addentrandosi in un’analisi più specifica ed interessante dell’inconscio umano ma permettendo anche un maggior interesse da parte del suo pubblico.

L’intero sviluppo perciò come già anticipato è letteralmente fondato sul grande estro creativo dell’autore e la vicenda si sviluppa sulla scia delle precedenti opere di Cocteau, con un surrealismo però meno incipiente e preponderante ma più sopraffine, mescolandosi con la realtà dei fatti. I personaggi sono ben costruiti e vivono di vita propria grazie alla forte carica umana che vien loro attribuita: Orfeo, così come Euridice ma come anche i protagonisti del precedente “La bella e la bestia” sono esseri umani al cento per cento, contraddistinti da passioni, rancori, problemi e desideri e tutto ciò diventa in primis l’arma principale che li rende più credibili ma anche e soprattutto il pretesto per trasformare tutti i loro sentimenti, le loro emozioni, in pura fantasia, ed è qui la grande innovatività del maestro francese. I simbolismi poi sono vari e popolano grandemente l’immaginario di quest’ultimo, primo su tutti lo specchio, un tramite spazio-temporale che congiunge due mondi, metafora costante ed onnipresente di un collegamento tra materialismo ed surrealismo che l’autore lascia sempre, come ad indicare che questi due mondi sono si paralleli e onnipresenti ma anche ben distinti tra loro, e l’esistenza del primo non nega quella del secondo. Registicamente si nota sicuramente un passo avanti all’interno dell’emisfero cinematografico francese, ma l’innovatività del maestro è rilevante più che altro sotto altri profili, sceneggiativo e di messa in scena.

Un film dunque assolutamente godibile, che non va molto oltre il semplice intrattenimento di stile ma che comunque palesa la presenza di una mente originale e pregevole dietro la macchina da presa, che di per sé rende la visione consigliata e maggiormente gradevole.

Voto: ★★★/★★★★★

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...