La notte dei morti viventi

Night of the Living Dead (1968) – George A. Romero / USA

Opera prima del regista newyorchese, ‘La notte dei morti viventi’ è divenuto oggi un vero e proprio film di culto, un’opera che nel suo enorme successo ha ispirato centinaia di lavori successivi, dando vita a quello che è ormai definibile un vero e proprio filone cinematografico dedicato agli zombie, lo stesso che da qui in poi dominerà all’interno dell’intera filmografia dell’autore.

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La storia è pressoché la medesima che poi si ripeterà nei vari film di morti viventi: per via di un avvenimento fantascientifico i deceduti che non erano ancora stati sottoposti a sepoltura prendono vita affamati di carne umana. Ecco che viene a riproporsi l’atmosfera claustrofobica, che in questo caso si prende vita in una piccola dimora nella quale si rinchiudono sei persone. I conflitti sentimentali e le scosse emotive dovute allo sconcertante avvenimento destabilizzeranno il gruppo che si troverà quindi ad affrontare se stesso prima ancora del pericolo esterno. Nel finale, un maldestro e sprovveduto corpo di polizia sistemerà il problema bruciando tutti i corpi di zombie, ma del gruppo iniziale non rimarrà nessuno in vita.

Nonostante la pellicola abbia dato luce a numerose interpretazioni, molte delle quali per lo più infondate, si può considerare il lavoro in questione decisamente riuscito nella sua sostanziale vacuità. Romero qui infatti non vuole fare della filosofia nè denunciare la società dal punto di vista politico, o per lo meno questo è ciò che si percepisce durante la visione, poiché egli al contrario si limita a giocare con atmosfere, ambientazioni, personaggi e con i rapporti che intercorrono tra questi, riuscendo quindi in questo modo a creare effettivamente un mix del tutto coinvolgente ed inquietante; il ritmo poi si nota essere oscillante nel corso della narrazione, ma nonostante ciò non vi si riscontrano particolari cadute di tono o banalità, in questo senso si può affermare che l’opera in questione non risenta alcunché dell’acerbità del regista, qui alle prime armi; ed anzi è forse proprio questo il vero valore aggiunto della pellicola, che trova forza nella sua semplicità, resa attraverso l’utilizzo di attori dilettanti, fotografia sporca e trucchi alla mano, il tutto forzato dalle ristrettezze economiche imposte dalla casa produttrice che non bastarono tuttavia a fare di questa un’opera di serie b.

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Voto: ★★★/★★★★★

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