La comunidad

La comunidad (2000) – Alex de la Iglesia / Spagna

Sullo stile tipico delle commedie spagnole, briose quanto insolite, il nuovo talento spagnolo Alex de la Iglesia confeziona qui una commedia nera accattivante e mozzafiato, che contiene in se tutti gli ingredienti necessari per raggiungere ogni tipo di spettatore e per non annoiare mai e che mette in mostra uno stile unico e imperdibile, da autore singolare e pieno di invettiva quale è.

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Tutto comincia con la nostra protagonista, Julia, agente immobiliare che scopre per caso un bellissimo appartamento disabitato, decidendo così di insidiarvisi per un po’. Ma quando improvvisamente cede il soffitto la donna scopre di un tesoro di sei miliardi celati dall’inquilino del piano sopra ora morto; se non fosse che l’intero palazzo era da anni in attesa della morte dell’anziano riccone per accaparrarsi i soldi. Inizia la guerra tra inquilini, e non vi saranno prigionieri.

Con questa simpatica quanto grottesca commedia l’autore mostra chiaramente tutta la sua abilità nel saper imbastire un giallo alla perfezione, con ritmi sempre accessi e ben oliati, che riesce a scioccare e che in tutta la sua spassosità si permette di mostrare fin troppo sangue. Se infatti è vero che il ritmo è quello tipico dei gialli, mentre il film inizia come una tranquilla commedia da cinema, proseguendo con la visione si nota la vera vena d’autore della pellicola, che riesce a mescolare abilmente sagaci tocchi di stile a ritmo sempre incalzante e mai fiacco e che trascina lo spettatore in una visione tutta d’un fiato,senza soste. I colpi di scena di sicuro non mancano e anzi costringono in generale ad una visione attenta e appassionante. Essendo poi una commedia nera l’ironia che aleggia nell’aria è costante e rivela un certo sadismo, disposto a servirsi di ciò per trascinare lo spettatore in una scia di sangue sempre maggiore, come si vedrà verso al fine del film. Ma uno dei maggiori punti di forza è sicuramente la grande prova recitativa dell’ormai rodata Carmen Maura, che risulta fin dal primo momento calata alla perfezione nel suo ruolo, nonché la vera trascinatrice dell’opera. Interessante il fatto che, nonostante l’attrice sia comunque una delle migliori interpreti spagnole degli ultimi trent’anni, e quindi protagonista di svariate pellicole, de la Iglesia riprenda comunque il volto di quel ‘Donne sull’orlo di una crisi di nervi’, al quale probabilmente dedica non solo il ruolo principale del suo film in questione: notiamo difatti svariate analogie tra i due film, a cominciare dal ritmo sempre in bilico tra l’ironizzante e il drammatico, nonché la costante vena di pazzia presente.

Sicuramente con quest’opera il regista de la Iglesia si riconferma quel giovane talento capace di creare sempre storie ben costruite e pensate. I suoi film infatti si distinguono sempre per la costante presenza di omicidi e ricerche disperate di soldi o bottini di rapine, e il tutto mettendo in risalto il lato più nevrotico e fuori dal comune delle persone, creando un’atmosfera al contempo sia di tensione che di sottile ironia nera.

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Voto: ★★★/★★★★★

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