America oggi

Short Cuts (1993) – Robert Altman / USA

Basato su nove diversi racconti dello scrittore Raymond Carver, il film si apre con una serie di elicotteri intenti a spargere insetticida e si chiude con l’avvento di un terremoto fortemente allegorico. Nel mezzo di queste due sequenze America oggi è un continuo alternarsi di varie storie tra le quali quella di una cameriera e del marito alcolista, quella di una moglie alle prese con l’infedeltà del marito poliziotto e infine quella di un anziano che torna in famiglia dopo diversi anni di assenza per la nascita del nipote.

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Tranne forse che per quest’ultima figura, le varie storie tratteggiano ferocemente una società debole, composta pressoché da un popolo di abietti e corrotti che pare ormai essere logorato dal vizio; ecco che la Los Angeles dipinta nel film si fa così emblema di una degenerazione sociale vista in modo crudo e disilluso come solo il regista poteva rappresentare. L’uomo devastato dal vizio dell’alcool, la bambina con tendenze suicide, l’ex-marito corroso dalla gelosia per la moglie, ogni racconto del film ha connotazioni pesantemente negative tanto da risultare quasi disfattiste; ciò che però risulta notevole e interessante è il ritmo tutto sommato lieve della narrazione che quindi non risente in alcun modo del proprio contenuto quasi esclusivamente sfavorevole ma anzi non caricando in alcun modo la componente melodrammatica riesce in questo modo a far emergere nel complesso una visione distaccata degli avvenimenti, cosicché le situazioni mostrate si possano allargare tanto da divenirne una sola, universale, nella quale nessuna classe sociale è risparmiata dal biasimo intrinseco all’opera e il tutto è reso in maniera tale da far apparire la realtà mostrata come oggettiva. L’ouverture alquanto ambigua ed enigmatica che apriva l’opera acquista dunque il proprio senso solo se vista assieme all’epilogo, straordinario nella propria prospettiva feroce e senza speranze che pare non scorgere alcuna via di salvezza nella società.

Altro punto di merito del film è poi sicuramente la buona capacità narrativa dimostrata dall’autore, qui più che mai: l’intreccio narrativo, nei suoi numerosi snodi, è ben gestito e ciò che banalmente si potrebbe ridurre ad un ammonimento morale effettuato dall’autore stesso riesce pertanto a concretizzarsi.

Dal lato tecnico si nota inoltre un’ottima abilità direttiva che, se da un lato veniva già esibita nel precedente lavoro, nel quale vi era però una serie di numerosi virtuosismi rivolti spesso in modo tale da apparire sconnessi e privi di funzionalità narrativa, dall’altro questa volta appare anche in questo senso ben gestita e adeguata ai toni del film.

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Voto: ★★★/★★★★★

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