Dead man

Dead man (1995) – Jim Jarmusch / USA

Una carrellata di dipinti (immagini-dipinto) segue attraversando un silenzio ancestrale, disumano. Come singhiozzi le sequenze si aprono e chiudono scolpendo i tratti sofferenti di un Johnny Depp intensamente umano, travolto da un destino più grande di lui, quasi un più moderno messia in chiave indie. Ci si allontana sempre più dal dramma principale infatti (la malaugurata concatenazione di eventi che porta Depp – William Blake a vestire i panni di uno spietato killer fuorilegge) fino a ritrovarsi su di un percorso altro rispetto a quello originale, un viaggio spirituale che oltrepassa il concetto proiettandosi ben oltre. Sì perché di concetto si parla, o per meglio dire del concetto di morte, di quanto essa trascenda ogni fatto (emblematica l’immagine di Blake sdraiato sul prato in posizione fetale accanto al corpo esanime di un cerbiatto), cosa o persona, banalizzandola.

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Eppure è tutto sempre molto strano, insolito quantomeno, dalle musiche solenni e vibranti (psichedeliche) ai dialoghi puntualmente fuori luogo e senza logica alcuna fino ancora alla superba fotografia di Robby Müller. Una calma spettrale che sottolinea ed incornicia paesaggi mozzafiato ricordando quei magnifici panorami finlandesi. Una ricerca che è una fuga, una rincorsa senza meta, l’inizio della fine o la fine dell’inizio come s’intuisce dalla sorprendente sequenza finale. Quest’ultima del resto riporta ad un inusuale impiego dell’ironia: non una burla, non una consuetudine, solo un modo per mettere in ridicolo ciò (il luogo) di cui si parla, criticarlo apertamente, in questo caso il genere western e con sé tutti i suoi stilemi. Jarmusch dunque (a maggior ragione se ricordiamo i precedenti ‘Stranger than Paradise’ e ‘Dunbailò’) si prende sul serio, reinterpreta in pratica il malessere dell’uomo moderno saturandolo di autocritica, punk-rock e poesia.

Pensando ad un western qualsiasi quasi sicuramente non si troverà nessuna analogia con il seguente: il mondo jarmuschiano è un mondo surreale, dove niente è razionale e dove il protagonista stesso non viene dotato di un qualsivoglia carattere o personalità (a maggior ragione non dominante): egli infatti rappresenta l’antieroe, colui che parte da una posizione di inferiorità per la sua stessa natura di perdente, in un contesto dove nessun fatto è sensato e nessuna conclusione logica. Le cose accadono e basta, ed è inutile lambiccarsi il cervello sulla loro motivazione. Ma ciò, a differenza di altri sviluppi sul tema grottesco, è dovuto non tanto ad un pessimismo preesistente, bensì alla voglia di riformare i canoni del cinema: appropriarsi di una vicenda tipicamente sinonimo di azione, sparatorie, svolgimenti intricati, colpi di scena e così via, delirandola e portandola al suo esatto opposto, senza per questo stravolgerne il significato o renderla inconcepibile, strampalata.

Un’opera singolare che segna l’apice della poetica dell’autore, un registro stilistico ricercato ed interessante che si appropria di fonti ed influenze musicali e non, immettendole nel circuito cinematografico e creando qualcosa di nuovo, una creatura che coniuga al meglio la decadenza dell’uomo moderno con l’estraneità avvertita dallo stesso nei confronti di tutto quanto lo circonda, in due parole ‘Dead Man’.

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Voto: ★★★★/★★★★★

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2 risposte a Dead man

  1. larivegauchecinema ha detto:

    Mi scusi se utilizzo lo spazio riservato al commento al blog per comunicare, ma credo che abbiate apportato qualche modifica alla vs privacy, perchè non riesco più a comunicare con voi (e questo accade solo con voi) attraverso il solito canale usato finora. Vi ho scritto due volte ma i messaggi non partono. In breve vi avevo scritto questo:
    Avete ricevuto la mia precedente comunicazione? Volevo sapere come avete annunciato (o come annuncerete) la nostra collaborazione (sul vs blog? Ho visto che due recensioni sono sulla vs pagina – comunità FB) , in modo da poter fare anche io qualcosa di simile alla pubblicazione della prima delle vostre recensioni. Plaudivo inoltre all’idea di uno spazio dove trattare insieme settimanalmente il cinema di autore. Approfondiamo!
    Marino Demata
    Rive Gauche-ArteCinema

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