Fuoco fatuo

Le feu follet (1963) – Louis Malle / Francia

Dall’omonimo romanzo di Pierre Drieu La Rochelle, Malle ricava un film perlopiù interessante, con buoni spunti direttivi. ‘Fuoco fatuo’ mostra le ultime due giornate di vita di Alain Leroy, un uomo stanco della propria esistenza e ormai deciso al suicidio; nonostante gli sforzi dedicati inutilmente alla ricerca di uno scopo di vita e cercando sostegno in amori e amicizie, egli si abbandonerà infine al tragico epilogo.

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L’intenzione di Malle di scavare a fondo il tema esistenzialista non può che fare onore al regista che, traendo spunto da un ottimo soggetto, non riesce comunque a rendere la storia a tutti gli effetti coinvolgente, nè quindi a far immedesimare lo spettatore nel protagonista che, al contrario, pare spesso distante. Va invece riconosciuto ala regia il merito di aver creato una buona atmosfera per ricoprire la vicenda: notiamo spesso infatti un clima di pioggia, strade desolate ed edifici vacui, ambientazioni fortemente suggestive e volte a dipingere la realtà con il fine di adeguarla alla storia, atmosfere tipiche del cinema di Malle.

Il lato tecnico del film pare fortemente curato e ciò si evince dall’importanza conferita alle inquadrature, lo si nota fin da subito con primi piani opprimenti che riprendono il protagonista e la sua interlocutrice. È inoltre prestata una particolare attenzione alla dinamica degli eventi: la narrazione si appoggia molto sui monologhi di Alain e questi vengono sfruttati per accompagnare il film dall’inizio alla fine. Del tutto considerevole il finale della pellicola dove viene esibito un brillante montaggio che alterna gli intenti infelici del protagonista alle prese con un’arma rimasta in suo possesso dal periodo di leva e gli episodi della sua vita passata che vengono qui appena accennati quanto basta per lasciar credere ad un passato travagliato.

Con questo film si può dire che Malle punti molto sul lato tecnico, forse troppo, tralasciando l’approfondimento psicologico del protagonista e non riuscendo perciò ad intrattenere pienamente, né a creare un film intenso nel suo dramma esistenziale. Un ostacolo non indifferente alla riuscita del film è l’esposizione di diversi temi tra di loro sconnessi, come l’omosessualità e la guerra di Algeria, tematiche effettivamente di rilievo ma alle quali, al contrario, viene conferito un ruolo scialbo all’interno della pellicola, con intento prettamente di contorno alla vicenda narrata, facendole infine sembrare intempestive.

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Voto: ★★★/★★★★★

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