Ultimo Tango a Parigi

Last tango in Paris (1972) – Bernardo Bertolucci / Italia

Si avverte una certa indecisione, un frammisto di rabbia e nostalgia, nell’opera di Bertolucci. Rabbia verso una generazione senza un futuro, cresciuta senza ideali; verso un presente grigio, apatico, imbruttito persino tra i boulevard di una Parigi irriconoscibile. Nostalgia per un passato che pare ormai tanto, troppo lontano. L’intuizione è quella di poter ritrovare fiducia nel presente annullandosi in quanto individui, personalità, trovarsi da persone anonime, in un appartamento anonimo, condividendo sè stessi, soddisfacendosi a vicenda. In questa chiave perciò, l’elemento sessuale funge da sfogo: animalesco, brutale, violento. Ritrovare significato nell’assenza stessa di significato, svuotare ogni atto, ogni concetto del proprio valore. I nomi non servono, dei grugniti possono benissimo rimpiazzarli. L’amore non è più romantico, passionale, ma astruso, incomprensibile, si svela per metafore e giochi di parole (vedi il rapporto tra Jeanne e Tom). Il sesso è violento, il rancore rimpianto ed infine amore. Ritrovare significato nell’assenza di significato vuol dire, allora, convincersi di una scomparsa incomprensibile, ingiustificata. Paul infatti ha appena perso la moglie, morta suicida senza un motivo apparente. Si chiude in sé, in un silenzio impenetrabile. L’incontro con Jeanne però fa scattare qualcosa. I due, sconosciuti l’uno all’altra, intraprendono una relazione di solo sesso, trovando conforto nel mistero e nel calore del partner. Quando però le fondamenta dell’anonimato tremeranno e la giovane accetterà la proposta di matrimonio del fidanzato, Paul dovrà scegliere se continuare a giocare o esporsi alla peggiore delle conseguenze offrendosi per quello che realmente è.

Sequestrato, censurato, denunciato e solo col trascorrere degli anni, accettato e compreso, ‘Ultimo tango a Parigi’ è un film immenso, un saggio di matrice esistenzialista. Un film sulla solitudine, sull’incomprensione ma anche un film irriverente, sudicio, a tratti volgare ma non per questo insignificante. Dietro alla trivialità dell’atto infatti Bertolucci nasconde il bisogno vergognoso dell’individuo di incontrarsi, vuotarsi nel partner, placare quel bisogno insaziabile proprio dell’istinto umano, alleviare quel dolore che lo divora dentro.

Tutto rimanda ad una perdita di ideali che rispecchia proprio il principale messaggio che il regista vuole comunicare, manifesto concreto della nascita di un nuovo Cinema, libertino e profondamente contestatorio. Di un Cinema che denuncia il suo stesso tempo, si ribella palesemente ai suoi precedenti cercando invano una dimensione che non esiste più. Il film è il prodotto di una generazione che incolpa il passato dei malesseri del presente, che non gli perdona il suo cinismo e che sfoga la sua rabbia tramite pellicole veementi ed esistenziali, che riflettono molto lo stato d’animo odierno. I protagonisti del film vagano per il mondo senza sapere dove vanno né cosa vogliono, attaccati a speranze fatue, a desideri terreni e malsani; ed è proprio da questo che nasce il film: l’apatia di Paul, il protagonista, non trova altro sfogo se non nella pratica sessuale, che perciò diventa tanto cruda e violenta quanto lo è il malessere interiore che lo logora. Ogni azione che vediamo accadere è frutto di ciò, riuscendo ad essere tanto apparentemente insensata quanto in realtà grandemente comprensibile.

Pellicola che indubbiamente, deve molto al suo interprete principale, Marlon Brando. La sua presenza scenica, il suo straordinario talento, il suo magnetismo, contribuiscono a creare un’opera che nonostante il suo grande valore, dipende costantemente da lui tanto da perdere molto in sua assenza. La mdp impara in fretta a stare al suo gioco, sfruttare i suoi movimenti, i suoi sbalzi d’umore, i suoi monologhi, portarsi sulla scia di un personaggio che, complici lo spessore del soggetto, della sceneggiatura e del cineasta che lo dirige, incarna l’essenza più profonda di un uomo e del suo tempo, una figura immortale.

Viene detto così poco riguardo al protagonista che le sue tensioni personali e i pochi particolari della sua vita vengono compresi poco alla volta, memorabile la scena in cui Paul si accascia piangente sulla salma della moglie, mettendo a nudo tutto se stesso e mostrando per la prima volta tutta la sua debolezza interiore e la sua fragilità. Un’opera di grande valore, un’incontaminata e provocante odissea umana che supera le barriere del volgare, scandalizzando più per ciò che mostra che per ciò che intende mostrare.

Voto: ★★★★/★★★★★

Questa voce è stata pubblicata in Cult film, Slow Cinema e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Ultimo Tango a Parigi

  1. Concordo in pieno con la recensione, il film è assolutamente un capolavoro ricco di un valore artistico e tematico senza pari, anche se non so per quale motivo quando lo vedo ci sono scene che non riesco a capirne appieno l’influenza ai fini del film. Mi riferisco in pratica a molti degli incontri tra Jeanne e il fidanzato: se non vi crea disturbo potreste dirmi la vostra tanto per avere le idee più chiare?

    "Mi piace"

    • paxy ha detto:

      È bello sapere che qualcuno cerchi un significato da ogni scena, specie in film simili, ma non è sempre valido il discorso, a volte si tratta semplicemente di attribuirgli un valore simbolico, qualsiasi esso sia. In questo caso comunque quelle scene si potrebbero interpretare come degli atti di disinteresse da parte di Jeanne nei confronti di Paul come a sottolineare il suo disincanto nel loro rapporto.

      "Mi piace"

  2. Ok, il fatto è che io credevo avessero un fine molto più elevato, grazie mille per la risposta 😉

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...