Boyhood

Boyhood (2014) – Richard Linklater / USA

Dodici anni di periodica, assidua lavorazione e infine, nel 2014, esce in sala l’ultima fatica di Richard Linklater. ‘Boyhood’ è infatti un prodotto originale, un vero e proprio esperimento che prova molto coraggiosamente a sfruttare la crescita dei suoi interpreti, dell’intero paese e di tutto quanto ad esso collegato per mostrarne le differenze, i cambiamenti, l’evolversi di determinate situazioni e le loro conseguenze sulle vite dei protagonisti. La storia si focalizza sulla vita del giovane Mason dagli otto ai vent’anni, figlio di genitori divorziati, costretto a trasferirsi in continuazione mantenendo vivi il rapporto col padre distante, i suoi studi e la propria vita sentimentale.

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Conclusa l’anno prima la trilogia dedicata a Jesse e Céline, l’autore statunitense decide di fare il punto della situazione sull’ultimo dei progetti a lui cari. Col presente infatti, questi tira le somme sulla propria idea di Cinema, riassume il proprio percorso, la propria carriera e lo fa grazie ad un progetto onestamente pretenzioso, sconvolgente. Una crescita in diretta. Osserva i propri attori crescere col tempo, invecchiare, maturare assieme ai personaggi a loro affidati, impresa mai intentata fino ad allora. Questo non può che richiamare l’attenzione su di un discorso di fondo a stampo sociale, osservare cioè la crescita del proprio paese e con esso dei suoi ideali. E questo è sostanzialmente. Tecnicamente difatti non notiamo grosse prese di posizione, se non la tendenza ad un Cinema quasi documentaristico, che per questo tralascia approfondimenti di natura interpretativa o registica. Se, inoltre, si sottolinea positivamente la sceneggiatura, in grado di reggere abilmente la lunga durata del film, notiamo altresì l’impacciato interesse critico per quanto riguarda l’aspetto politico americano, la piattezza di fondo di un film che non ha grossi punti di forza, incuriosisce ed intrattiene poco.

C’è da chiedersi se, forse, non fosse più interessante la spensierata gaiezza di opere come i passati Before, o ancora il quadro giovanile realizzato con ‘La vita è un sogno’. Un autore Linklater che, indubbiamente (in questa sede) non convince lasciando perplessi sotto vari aspetti, primo su tutti un interesse autoriale troppo superato rispetto ai tempi.

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Voto: ★★/★★★★★

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