Eyes Wide Shut

bioq770

Eyes wide shut (1999) – Stanley Kubrick / UK

Dopo dodici anni di stop, tra i quali svariati solo per la lavorazione, torna il genio di Kubrick con il suo film-testamento, un’indagine approfondita all’interno della tematica sessuale, già sfiorata in precedenza, mai come tema principale e mai così accanitamente. Un film d’altro canto estremamente sottile, enigmatico, perverso nelle sue calibrate scelte, volte si a toccare il tema annunciato, ma con una sagacia ed una perspicacia quasi assurde. Un mondo ai confini della realtà, un teatrino umano di passioni e di sentimenti scomodi seppur tangibili.

Tratta dall’opera di Schnitzler “Doppio Sogno”, la storia è quella di una giovane coppia alle prese con i propri problemi coniugali:ma quello che apparentemente può sembrare solo un banale teatrino a due si trasforma in un giallo psichedelico che porterà l’uomo ad intraprendere un viaggio inquietante e pericoloso alla scoperta di se stesso e dei propri istinti, il tutto attraverso la conoscenza di una setta segreta, luogo di depravazione e di spinte pratiche sessuali.

Se non si può affermare che qui il maestro tocchi estremi mai raggiunti sia visivamente che tematicamente, di sicuro con quest’opera rimane sul filo di tutti i suoi precedenti capolavori. Il punto forte, come sempre nei film di Kubrick, è e rimane la sua straordinaria capacità di creare l’atmosfera tragicamente, umanamente onirica attraverso ogni mezzo possibile, e dato che quest’ultima convoglia costantemente sull’unico scopo di conferire la maggior carica possibile di angoscia, terrore e oscurità, si ottiene come risultato personaggi sull’orlo della pazzia e azioni e svolgimenti mai del tutto chiari e volutamente provocanti. Quella che ad inizio film sembra una normale vita tra due giovani sposini benestanti si trasforma in una pesante riflessione sul rito sessuale, volta ad aprire completamente la mente a riguardo ma soprattutto ad invocare lo spettatore a non temere ciò che egli, il regista, sta professando, quanto il come egli lo professa, di non rifuggire dall’oggetto mostrato ma bensì dall’elogio artistico che egli ci dona per tramite.

L’opera si svolge su di un solo piano, quello dell’autore stesso: la cinepresa assume connotati propri, incidendo sulla lettura della sequenza in quanto capace di restringere gli spazi, incutere timore, angoscia, palpitante irrequietezza, e tutto ciò grazie ad una regia magistrale e sempre perfettamente adatta al caso. Durante la scena clou del film, in cui vediamo Tom Cruise accerchiato dai massimi membri della setta, la macchina si muove lentamente, passando da dietro il protagonista e compiendo poi un cerchio in linea coi membri radunati, conferendo al momento una potentissima carica espressiva e visiva. Il costante ma lento movimento della regia, il silenzio dell’atmosfera, la perfezione dell’inquadratura e la cura dei dettagli, l’angosciosa tensione che inevitabilmente si va a creare sui pochi dialoghi presenti e ancora la tetra e grottesca resa del momento rendono ogni scena fatalmente stimolante e perfetta.

Tutto il film diventa dunque una sorta di convulsa, costante feroce veicolazione di ogni singola ripresa verso l’elemento sessuale; fonte di tradimento coniugale, ossessione personale, mezzo per conoscersi meglio o solo un modo per sfogarsi ma sempre sesso, ed ovviamente il maestro non ama usare filtri nel proporre le proprie realtà. Per Kubrick il cinema è un modo per affrontare ogni realtà esistente, ma in maniera non artefatta o filtrata, in quanto non deve essere un problema delle persone aver bisogno di cambiare i fatti o velarli come si annacqua un cocktail troppo forte, perchè tutto ciò che è vero fuori dallo schermo deve esserlo anche al suo interno e rifiutare il cinema di Stanley Kubrick equivale a nascondersi dai problemi o a rifiutarsi di volerli affrontare per come sono veramente. E la filmografia del regista è perfetta perchè non tralascia nessun ambito della vita: il suo lavoro intero riassume esattamente l’essenza di ogni persona ed ogni paura che essa ha vissuto.

Ma nel finale si capisce anche come il genio voglia anche quasi giocare con lo spettatore. Nel momento in cui al protagonista viene svelato che tutto ciò che ha vissuto durante il film è stato semplicemente un gioco ed una presa in giro da parte di tutti i suoi conoscenti, viene svelato chiaramente il primo intento del film, quello di mescolare la realtà con il sogno attraverso il filo conduttore del sesso. Il sogno infatti è la chiave di comprensione del film, e ciò si capisce meglio nel dialogo conclusivo dell’opera tra i due giovani. Le avventure che hanno vissuto, nella verità o nell’immaginazione, li hanno portati a conoscersi meglio ma soprattutto ad apprezzare meglio la loro realtà, il loro rapporto, con più maturità, e la massima espressione di tutto ciò, il fine ultimo, è ovviamente, come detto dalla fascinosa Kidman alla fine, “scopare”.

Da citare infine le musiche che, seppur basilari e poco frequenti, nei momenti più provocatori aiutano considerevolmente la resa sensoriale delle scene (vedi le semplici note di pianoforte scandite in progressivo aumento nei momenti di massima tensione) e la recitazione, che viene brillantemente resa dalla coppia Kidman-Cruise, calati perfettamente nella parte e molto convincenti. Un’annata decisamente fruttuosa tra l’altro per Tom Cruise (vedi “Magnolia”). Pellicola quindi superba sotto ogni punto di vista, che si dimostra l’ennesimo riprova delle abilità del regista; sopra le righe, denunciatrice, intrigante, psicologicamente geniale e tecnicamente senza pecche.

Voto: ★★★★/★★★★★

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Postmodernism e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...