Il posto

Il posto (1961) – Ermanno Olmi / Italia

Un film sulla vergogna, sull’indecenza della realtà sociale. Un atto di auto-accusa sensazionale ed opprimente che non lascia adito ad incertezze e/o compromessi nel suo ritratto inconfutabilmente sdegnato della Milano dei primi anni sessanta. Ma più di questo, più di ogni altra parola spesa a riguardo comunicano gli occhi persi nel vuoto e malinconici dei protagonisti. La storia è infatti quella di un giovane cresciuto in campagna nei dintorni di Bergamo che, in cerca di lavoro a Milano, lo troverà come impiegato presso una grande azienda. L’ambiente lavorativo apatico, crudo ed egoista, la realtà di vita del provinciale medio di quegli anni costretto ai ripieghi e ai sacrifici più duri: il clima e lo stile di vita di un modello sociale verranno a comporsi in un ritratto d’autore tra i più colti e affascinanti mai osservati.

Il film risente grandemente dell’atmosfera neorealista e della necessità degli intellettuali del tempo di trattare il dramma politico e sociale italiano (pensiamo a film come ‘La Cina è vicina’). Ogni situazione ha il preciso intento di mostrare allo spettatore l’inquietudine e l’attitudine che regnavano di quegli anni, il problema tuttora più attuale che mai, della disoccupazione giovanile; Olmi riesce benissimo in questo anche perché quasi tutto ciò che racconta è preso dalle sue stesse esperienze, raramente vedremo un suo film scevro da rimandi autobiografici, basti pensare a ‘L’albero degli zoccoli’ per convincersene. Attraverso i lunghi, tesi, e a volte strani colloqui che il ragazzo si trova ad affrontare, i comportamenti egoistici, e disinteressati degli anziani del settore e dei dirigenti, attraverso gli stessi dialoghi, piatti, brevissimi e senza senso (altro topos dell’autore) si capisce quanto la realtà sia disarmante per non dire irrimediabilmente cinica. Come appena accennato i discorsi tra i protagonisti non seguono mai un filo logico ma sono complementari al messaggio, sono, a differenza degli altri film, il principale strumento attraverso il quale l’autore vuole comunicare il disagio esistenziale dei suoi personaggi.

Ma EO vince soprattutto nel non permettere alla “storia d’amore” dei protagonisti di soverchiare il resto dell’opera, ovvero il suo contesto. I due giovani si vedono, si incontrano spesso ma si nota come la regia non permetta loro mai di assumere grande importanza all’interno della trama, limitandoli sia verbalmente che espressivamente, e soprattutto temporalmente. E questo si nota in modo davvero lampante col finale del film. Nell’ultima scena del ballo di capodanno, dove i due si danno incontro, lei non si presenta e così ha termine l’opera, con un punto di domanda. La realtà è mesta, tristemente felice; tristemente felice perché all’interno dell’apparente gaiezza dei pochi partecipanti (tra l’altro tutti di una certa età, il che contribuisce ulteriormente a far sentire il giovane fuori posto) si nota la crudezza dell’ambiente, la quasi mancanza di abbellimenti tipici di ogni festa e la completa assenza mentale e tristezza del povero Domenico, costretto a fingersi felice in un mondo che muore, affogato dalla sua stessa ingordigia capitalista e finta patina di perbenismo borghese.

Se da un lato l’incipiente, contrastante momento vissuto dall’Italia in quel mentre, necessitava di una vera e propria vetrina tramite la quale poter osservare con completa onestà l’evolversi di un paese ancora in formazione, dall’altra Olmi è stato senza dubbio un maestro nel ritrarre l’italiano medio di quel tempo scosso e calpestato da una realtà lavorativa cruda e ostile, dunque il perfetto portavoce di tale soggetto nonché uno dei massimi autori italiani in assoluto. ‘Il posto’, con la sua voce schietta e sincera, mostrando i volti limpidi e innocenti, vaghi e impacciati di un’intera generazione, con raffinatezza e incredibile realismo, porta avanti un’idea di Cinema assolutamente geniale con uno stile pulito e minimale. Assieme al successivo ‘I fidanzati’, l’opera cardine della filosofia dell’autore e dell’intero panorama cinematografico italiano.

Voto: ★★★★/★★★★★

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