Il corvo

Le Corbeau (1943) – Henri-Georges Clouzot / Francia

Ancora oggi ‘Il corvo’ viene considerato fonte di ispirazione e primo, grande precursore dell’intero genere noir. Sicuramente ne è uno dei più brillanti esempi. Con audacia ed estro visivo, esamina infatti da vicino la media borghesia francese risultandone, forse, una critica decisa. L’intento del regista non fu chiarito ma certo è che alla sua uscita fece molto scalpore, causandone anche la sua censura, fino al termine del conflitto mondiale. Un tranquillo paesino di provincia viene scosso da una serie di lettere minatorie che la gente rispettabile del posto inizia a ricevere, tutte firmate da un certo Corbeau. Il più colpito, onesto dottore del paese, cerca di scoprire il colpevole che, causando morti e mescolando verità ad ingiurie, non verrà invece mai smascherato.

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Il grande shock, la trovata del film, infatti è proprio la decisione del regista di non svelare il colpevole. Ciò fa riflettere sull’intento di Clouzot, e cioè di non voler creare un unico colpevole ma un gruppo, una comunità intera; il colpevole può essere uno solo, eppure ognuno dei compaesani in causa viene colto in fragrante per la scrittura di almeno una delle lettere del corvo. In questo senso allora si può ammettere l’intento provocatorio del film. Esso, del resto, si schiera nettamente dalle parte del dottore (vero protagonista durante tutto il film) eppure persino lui, come tutti, ha un segreto celato. Ma nuovamente, urge sottolineare che per ogni singolo destinatario l’impressione suggerita differisce, perchè ragione e torto non sono assoluti o unanimi. E così è anche il messaggio del film: una ricerca di verità che trascende dalla presa di posizione drastica tendendo di più verso una visione realistica o probabile della verità.

Come in tutti i film di Clouzot, ritorna anche qui l’eterno duello tra verità e menzogna. Come in ‘Vite vendute’ o ‘I diabolici’ i protagonisti non sono malvagi ne buoni, ma un compromesso.E questo è il Cinema di Clouzot, una costante ricerca della verità: ‘La verità’ (che valse una nomination al miglior film straniero al regista) ne è la prova vivente. Forse troppo incautamente, ma in questo film è messo in gioco perfino l’atto dell”omicidio: la versione dei fatti è vista in maniera molto differente dalle due parti, perchè la verità non è mai soggettiva quanto piuttosto in bilico tra le parti.

Un film che si distacca dai canoni noir dell’epoca dimostrandosi ben più critico e palesando, più che una caccia al colpevole, che pure è il nocciolo dell’opera, una ben più alta volontà di dubitare dei canoni comportamentali sociali dell’epoca, senza risparmiare alcun tipo di classe, agiata o meno, nobile o semplice. Un manifesto sociale importante, una pellicola che tutt’ora continua ad ispirare e che segnò il successo di un regista intelligente e mai banale.

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Voto: ★★★/★★★★★

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