Essi vivono

They Live (1988) – John Carpenter / USA

Sei anni dopo ‘La cosa’ l’ennesimo centro del regista americano John Carpenter. Il film, oltre ad essere un buon horror, è infatti una ragionata critica a sfondo socio-politico. Qui l’autore si cimenta in un’opera socialmente impegnata mettendo in scena una rappresentazione metaforica efficace e prorompente, soprattutto grazie ai limitati mezzi di realizzazione. Un uomo, arrivato in una modesta cittadina in cerca di lavoro, scopre che degli alieni si stanno lentamente impadronendo del genere umano celandosi sotto le stesse sembianze delle persone infettate. La guerra per la salvezza è iniziata.

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Dopo un intero quindicennio di blockbuster da incasso, torna “l’osannato maestro” John Carpenter. Per la prima volta l’autore decide di esporsi maggiormente a critiche di sorta, realizzando una netta satira all’organismo politico statunitense, visto come una dittatura celata sotto il velo di un’apparente democrazia. Nonostante la buona fattura del prodotto, qui come in ogni film di genere, gli intenti satirici rimangono sullo sfondo; predomina nettamente la volontà di scioccare e di terrorizzare. In un crescendo di follia, l’opera palesa sempre più la sua struttura, si schiude attraverso trovate originali e ben inserite nel contesto, sciocca sul piano emotivo (buona trovata quella degli uomini-scheletro), dà prova da cima a fondo di una sua coerenza ma soprattutto mette da parte l’ironia fuori luogo e i sipari gore, spesso e volentieri trovate poco in sintonia con l’operato dell’autore.

Per il film Carpenter sceglie attori improvvisati, dimostrando di non basarsi su prove attoriali o credibilità artistica. Se sovente il regista oscilla tra la minaccia planetaria (‘1997: fuga da New York’) e l’esperimento grottesco (“Il seme della follia”), qui opta per la prima inflessione. Complessivamente l’opera risulta piuttosto ben realizzata, con poche sbavature in fase di scrittura, a differenza di molti suoi film. Un’opera dunque di buone intenzioni e quantomeno arguta nell’orchestrare al meglio i ritmi in un contesto critico come quello di una rivoluzione politica e sociale. Azione, intrattenimento ma anche impegno morale: un buon prodotto da un regista sempre appassionante.

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Voto: ★★★/★★★★★

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