Django Unchained

Django Unchained (2012) – Quentin Tarantino / USA

Assai acclamato il prodotto targato 2012 della mente di Quentin Tarantino, ‘Django Unchained’. Tre anni dopo il grande successo internazionale, agli Academy e al botteghino del suo ‘Bastardi senza gloria’ torna l’amato autore made in USA per una vicenda che poco ha di nuovo o di innovativo e ancor meno di interessante a livello strutturale. Questo western ambientato poco prima della guerra civile è la storia di uno schiavo nero che riscatta se stesso contro un mondo ostile per salvare la moglie dalle torture dei ricchi. Ad aiutarlo un cacciatore di taglie tedesco, King Schultz, col quale stringerà amicizia. Sul loro percorso però c’è un grande proprietario terriero che farà di tutto per ostacolare i due: il risultato sarà una carneficina totale.

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Il film è un tipico minestrone di elementi cari al regista, come i palesi rimandi al cinema italiano, dalla comparsa del primo interprete di Django, Franco Nero, fino a vere e proprie riprese di scene, tra cui la sequenza finale leoniana de ‘Il buono, il brutto e il cattivo’. Da menzionare anche la pistola di uno dei personaggi, che rimanda a quella del Travis Bickle di ‘Taxi Driver’. L’autore americano non rinuncia alla propria metodologia accostando il suo ormai rodato stile pulp accanto ad una trama banale e fortemente superficiale, il risultato è un’opera senza traguardi e senza il benché minimo interesse per fattori esterni al giudizio popolare e mediatico.

La regia, ben nota, non stupisce, ma è la sceneggiatura il punto forte del regista; il repertorio d’altronde è ormai il medesimo dei precedenti lavori: musiche atipiche, scene di eroismo stravolte ed esagerate, atti provocatori che hanno modellato una generazione. Il tutto contribuisce a rendere il film un tassello prevedibile all’interno della filmografia di QT. Un film che punta sui giovani e che ormai non stupisce più come una volta. Di certo non come ‘Pulp Fiction’. Da ricordare due grandi lodi del regista: la straordinaria abilità e inventiva di scrittura e l’altrettanto grande capacità di formare non solo talenti (Christoph Waltz prima di Tarantino a livello cinematografico non esisteva) ma soprattutto personaggi indimenticabili, come il precedente Hans Landa di ‘Bastardi senza gloria’, o il mitico Jules Winnfield di ‘Pulp Fiction’: tutto ciò lo ha reso e lo rende ancora al giorno d’oggi una delle personalità cinematografiche più amate e viste nel mondo ma anche uno degli autori più sopravvalutati del momento.

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Voto: ★★/★★★★★

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